Feel Create: HDR Photomatix Pro 3

photomatix3Si può fare pratica senza teoria? Talvolta sì. Ma si raggiunge sempre un limite per andare oltre il quale, ci si deve armare di buona volontà, leggere, studiare e capire perché accade quella cosa e non quell'altra. Nonostante tutto esiste un esercito di umani poco incline alla teoria, a cui interessa il risultato finale, il mezzo e il metodo per raggiungerlo, disinteressandosi di tutto il resto.

Se al risultato finale sostituiamo una "fotografia di forte impatto visivo", al mezzo una bella fotocamera COOLPIX e al metodo una serie di passaggi software fissi, abbiamo gli ingredienti necessari per fare dell'HDR, per costruire cioè immagini ad alta gamma dinamica: HDR è infatti acronimo di High Dinamic Range. Se qui iniziassi a parlarvi di bit e gamma dinamica in modo dettagliato, a fare appunto della teoria, difficilmente andreste avanti con la lettura. Per scongiurare ogni pericolo, passiamo direttamente alla pratica e vediamo in che modo si può ottenere l'immagine un po' surreale che vedete qui sotto, utilizzando una qualsiasi COOLPIX e il software Photomatix Pro 3, da scaricare direttamente dalla sezione download del sito di HDRsoft (http://www.hdrsoft.com).

HDR

Immagine ad alta gamma dinamica ottenuta dalla "sovrapposizione" di tre immagini dello stesso soggetto riprese con differenti esposizioni.

Vi preannuncio che con un po' di pratica e... - chissà che ve ne venga voglia -, anche un po' di sana teoria, le prime prove di HDR potrebbero trasformarsi presto in vero interesse per l'argomento, come l'ormai consolidato gruppo di appassioni di HDR del Nikon Club dimostra (http://www.nikonclub.it/forum/index.php?act=component&module=static&pagina=club_zone).  In sostanza si tratta di ottenere immagini simili a come il nostro occhio vede la realtà.

Per farlo avete bisogno di almeno tre fotografie dello stesso soggetto, catturate però con esposizioni differenti. Per le prime prove vi conviene scegliere soggetti inanimati quindi immobili (puntate su un panorama al tramonto e non ve ne pentirete), piazzare la macchina fotografica su un cavalletto (vanno bene anche quelli in formato mini che si trovano in tutti i centri commerciali) e assicurarvi di eseguire i tre scatti senza compiere movimenti. Dovete in altri termini ottenere una foto "giusta", una sottoesposta, dove la gran parte dei dettagli sia occultata dal buio, e una sovraesposta cioé con luci forti sparse un po' ovunque. Lo scopo è quello di fondere poi le tre immagini rendendo visibili sia i dettagli delle zone fortemente illuminate, sia quelli delle zone d'ombra. Di qui l'alta gamma dinamica. Le tre immagini che ho catturato nel tempio di San Sava a Belgrado con la COOLPIX L100 descrivono in modo efficace quanto detto.

 

-2ev 0ev +2ev

Le tre immagini del tempio di San Sava a Belgrado. Quella centrale è quella "giusta" ovvero vista in modo opportuno dalla COOLPIX L100. A sinistra quella sottoesposta (compensazione dell'esposizione a -2 EV), quella a destra sovraesposta (compensazione dell'esposizione a +2 EV) .

Per ottenerle è stato semplicissimo: con la fotocamera in automatico (senza flash sia chiaro) ho scattato la foto "giusta", quella centrale, poi con il pulsante della compensazione dell'esposizione che si trova accanto al navigatore circolare, ho prima selezionato il valore -2 EV e poi il +2 EV, scattando nell'uno e nell'altro caso, per un totale di tre fotografie.   Scattate le tre foto, sono tornato a casa e lo ho trasferite sul pc. Ho scaricato e installato il software Photomatix Pro 3 in versione trial (nessuna limitazione se non una leggera filigrana impressa sull'immagine finale) ed ho seguito questi semplici passi. Se l'argomento vi appassiona, potete poi eliminare la filigrana acquistando il programma direttamente dal sito con carta di credito.

 

step1 step2
1. Nella finestra “Funzioni principali” che si apre insieme al software, faccio clic su “Generare HDR”. Con la funzione “Esplora...” carico le tre immagini che intendo unire per ottenere l'alta gamma dinamica, quindi clic su OK. 2. Mi si apre la finestra “Generare HDR – Opzioni” dentro la quale è possibile operare delle selezioni. Per il momento ci accontentiamo di mettere un segno di spunta su “Allineamento immagini sorgenti” per assicurarci che le tre istantanee siano perfettamente coincidenti (il rischio che il cavalletto si muova durante gli scatti è tutt'altro che remoto). Clic su OK.
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3. Ecco la forma “grezza” dell'immagine HDR affiancata dalla piccola finestra “Visore HDR”. Non spaventatevi se l'immagine è esteticamente sgradevole. In questa fase è normale. Il monitor infatti non riesce a visualizzare correttamente una foto la cui “profondità” del colore è superiore a 24 bit (prendete la frase per buona e non pensate ai bit). Per rendere possibile la visualizzazione procedo con la “Mappatura Toni” facendo clic sull'apposito pulsante. 4. L'anteprima, anche se non definitiva, della mia immagine HDR ha preso forma. La vedo nella finestra “Anteprima Mappatura Toni” mentre tutte le regolazioni da eseguire per ottenere il risultato voluto si trovano nella finestra più piccola “Impostazioni Mappatura Toni”. Qui ho due sottoschede: “Rivelatore Dettagli” (già selezionata) e “Compressore Toni”. Utilizzo la prima lasciando a voi il compito di leggere il manuale del software in formato PDF, per utilizzare in seguito la seconda.

In “Rilevatore Dettagli” (screenshot 4.) ho diversi campi d'azione: Intensità contrasti, saturazione colori, luminosità, micro-contrasto e così via. Fornire per ognuno una spiegazione andrebbe oltre lo scopo dell'articolo per cui sarete voi a sperimentare fino al risultato voluto. E' bene però considerare che la voce “Levigatura” ha un grande impatto sul tipo di immagine che si intende ottenere: a bassi valori corrispondono effetti più “surreali”. Nel mio esempio ho scelto il valore “Bassa”. In questo modo ho davvero tutti i dettagli che mi servono, in ogni punto dell'immagine. Dettagli del tutto invisibili anche in quella che all'inizio abbiamo definito immagine “giusta” cioè catturata correttamente dall'esposimetro della COOLPIX. Quando sono soddisfatto, faccio clic su “Elabora” per vedere l'HDR vero e proprio. Una volta ottenuto, non mi resta che salvarlo in formato JPEG oppure TIFF, tramite la voce "Archivio". Il primissimo passo verso l'HDR è praticamente compiuto!